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La Corte di giustizia condanna la Commissione europea a risarcire Schneider

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La Corte di giustizia condanna la Commissione europea a risarcire Schneider

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Per la prima volta il Tribunale di prima istanza della Corte di giustizia europea del Lussemburgo ha condannato la Commissione Ue a risarcire dei danni subiti un’azienda, la francese Schneider, alla quale era stata vietata l’acquisizione di un’altra impresa operante nello stesso settore, la Legrand. La fusione, avvenuta nell’agosto del 2001, era stata giudicata incompatibile con il mercato unico e le norme per la tutela della concorrenza il 10 ottobre del 2001. Ma il 22 ottobre del 2002 il Tribunale di prima istanza era gia’ intervenuto sulla vicenda dichiarando illegittima la decisione della Commissione.

Ora lo stesso tribunale ha stabilito che l’‘‘illegittimita’‘’ che ha viziato la decisione di Bruxelles sull’incompatibilita’ dell’operazione con le norme Ue ‘‘conferisce a Schneider il diritto a essere risarcita dei danni subiti’‘. La societa’ francese ha presentato una richiesta di isarcimento per 1,66 miliardi di euro. I giudici del Lussemburgo hanno stabilito che l’importo del danno dovra’ essere stabilito tramite perizia e comunicato dalle parti interessate entro tre mesi.