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Infermiere bulgare: accordo sui risarcimenti alle famiglie delle vittime

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Infermiere bulgare: accordo sui risarcimenti alle famiglie delle vittime

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Pena di morte, ma con qualche speranza: la Corte suprema libica pronuncerà nelle prossime ore la sentenza contro le 5 infermiere bulgare e il medico palestinese accusati di aver deliberatamente inoculato il virus dell’Aids in 438 bambini di Bengasi. 56 di questi sono poi deceduti. Quasi certamente la corte confermerà le condanne a morte stabilite da un tribunale nel 2004 e confermate due anni dopo.

Ma ora è arrivato un accordo per i risarcimenti, grazie alla mediazione della fondazione Gheddafi, tra le famiglie delle vittime e il fondo speciale di aiuto alle vittime, istituito due anni fa da Libia e Bulgaria, con l’aiuto dell’Unione Europea. Un mese fa l’ultima visita alle infermiere da parte dei vertici dell’Unione.

Le famiglie dei bambini infettati si erano sempre opposte all’ipotesi dei risarcimenti, ma hanno bisogno di soldi, e quindi, in extremis, hanno accettato: per salvare i nostri figli – ha detto un portavoce dell’associazione – dobbiamo salvare le infermiere. Questo consentirà di pronunciare comunque la sentenza, ma di convertire poi le pene capitali in pene detentive, da scontare in Bulgaria.