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Islamabad. Assalto alla Moschea Rossa. Ucciso il capo degli insorti

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Islamabad. Assalto alla Moschea Rossa. Ucciso il capo degli insorti

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Ripulire la Moschea Rossa dai miliziani. Con questo obiettivo le forze speciali pakistane hanno fatto irruzione all’alba all’interno dell’edificio dove da una settimana radicali islamici considerati vicini ad Al Qaida tengono sotto sequestro centinaia di persone. L’operazione, che avrebbe dovuto essere lampo e invece si trascina da ore, ha raggiunto un primo traguardo. Abdul Rashid Ghazi, il leader degli insorti, è stato ucciso. Il 4 luglio scorso aveva assunto la guida della Moschea dopo l’arresto del fratello, Abdul Aziz, arrestato dalle forze dell’ordine di Islamabad, mentre cercava di fuggire dalla moschea, vestito da donna.

Il bilancio del blitz odierno è confuso: secondo fonti del ministero degli interni pakistano una cinquantina di miliziani e una decina di soldati sono stati uccisi negli scontri. Le forze speciali stanno setacciando una a una le 75 stanze dell’edificio. I rivoltosi resistono nei seminterrati, facendosi scudo con donne e bambini.

Cifre non confermate parlano di un centinaio di miliziani che tengono in pugno 300 ostaggi. Alcune decine di persone hanno lasciato la moschea, molti i feriti ricoverati in ospedale. L’assalto continua.