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Islamabad, ancora scontri attorno alla Moschea rossa

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Islamabad, ancora scontri attorno alla Moschea rossa

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Molte ore dopo l’inizio dell’assalto dell’esercito, gli irriducibili della Moschea rossa di Islamabad tengono duro. Rifugiati nei sotterranei, insieme con il loro capo, Abdul Rashid Ghazi, rispondono all’attacco delle truppe pachistane. Con loro ci sarebbero ancora donne e bambini in ostaggio.

Nell’attaco all’alba alla Moschea, dove i miliziani islamici erano asserragliati da una settimana, le forze militari pachistane hanno sgomberato, in superficie, quasi tutto l’edificio. Una sessantina le vittime, la maggior parte fra i miliziani.

“Ci sono ancora donne e bambini nel complesso e stiamo cercando di procedere nel tentativo di non causare danni collaterali” ha dichiarato alla stampa un portavoce dell’esercito pachistano.

L’area coinvolta dagli scontri è molto ampia: oltre alla moschea si estende all’università e alla scuola coranica adiacenti. Ci sono settantacinque stanze, su quattro piani. Gli spari dei ribelli arrivano anche dai minareti. L’esercito ha utilizzato i lacrimogeni per evitare di ferire i civili presi in ostaggio.

Gli islamici sono ben armati. Pare siano dotati anche di bombe, ma, al momento, non si registra nessuna esplosione. Una cinquantina di studenti, durante l’assalto, si è arresa. Una ventina di bambini è riuscita a scappare, ma sarebbero ancora centinaia gli ostaggi in mano ai ribelli.