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Pakistan: ultimo avvertimento, poi l'assalto

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Pakistan: ultimo avvertimento, poi l'assalto

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Ultimo avviso: se non saranno rilasciati gli studenti, e non si arrenderanno i leader asserragliati da una settimana nella Moschea Rossa di Islamabad, le forze di sicurezza pakistane lanceranno l’assalto. Sono ore frenetiche, e ogni minuto può essere quello buono: una delegazione di autorità religiose tenta ancora una mediazione, e stamattina cercheranno di convincere il primo ministro a concedere una soluzione di compromesso. Subito rifiutata dagli integralisti asserragliati nella moschea, la mediazione è apparsa senza speranza. Tentano ancora un incontro, per evitare un bagno di sangue.

Il problema è anche che non si sa bene chi comandi, là dentro: Abdul Rashid Ghazi, responsabile della moschea filo-taleban, sarebbe stato rimpiazzato al comando da Abu Zar, leader di un gruppo legato ad Al Qaida. Ma sono notizie non confermate, anche se una fonte dall’interno della moschea conferma invece che alcuni studenti sono trattenuti contro la loro volontà e che c‘è una forte tensione tra gruppi rivali. Uscito ieri insieme a un’altra dozzina di persone, uno studente dice che diciotto dei suoi compagni sono morti, e una trentina sono feriti.

Quello che è certo è che all’interno, oltre ad una cinquantina di estremisti armati, forse sessanta, si trovano ancora centinaia di studenti: le loro famiglie, radunate in un locale nei pressi, sperano di vederli uscire vivi.