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Libero, Alan Johnston ringrazia chi ha favorito il suo rilascio. "Senza Hamas sarei ancora lì"

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Libero, Alan Johnston ringrazia chi ha favorito il suo rilascio. "Senza Hamas sarei ancora lì"

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Dopo 114 giorni di prigionia, Alan Johnston, il giornalista britannico rilasciato ieri sera a Gaza, si sente come rinato. Una senzazione che ha provato a descrivere ai suoi colleghi appena arrivato al consolato britannico di Gerusalemme. “Per capire quanto sia importante la libertà forse bisogna essere per una volta prigionieri o qualcosa del genere. Solo cosi si puo capire lquanto vale la possibilità di farsi tagliare i capelli, bere un drink o passeggiare quando si vuole”.

Johnston ha poi rivelato alcuni dettagli “politici” dei suoi quasi quattro mesi da prigioniero. “Quando Hamas prese il controllo di Gaza, i rapitori che fino ad allora si erano mostrati tranquilli, cominciarono a preoccuparsi e l’atmosfera tra tutti noi d’improvviso cambiò. Io ho avuto l’idea che stessimo per entrare nel finale di partita. Hamas è certamente una organizzazione controversa, con molti problemi di relazione col resto del mondo. Ma sono certo che senza l’intervento di Hamas che ha messo fine al continuo rilancio, io sarei ancora in quella stanza”.

Il ritorno in libertà del giornalista britannico si è trasformato così in una formidabile occasione per Ismail Hanyeh, capo del disciolto governo dell’Anp, di presentarsi al mondo come un uomo del dialogo. Per liberare Johnston infatti sono state necessarie difficili e delicate trattative tra esponenti di Hamas e il gruppo che aveva rivendicato il sequestro, il cui capo è stato arrestato ed in seguito rilasciato.