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Circondata la Moschea Rossa di Islamabad, aumenta il numero dei morti

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Circondata la Moschea Rossa di Islamabad, aumenta il numero dei morti

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Le forze di polizia pachistane hanno circondato la Moschea Rossa di Islamabad dove centinaia si studenti radicali si sono asserragliati al termine di una giornata di scontri che sono provocato la morte di 16 persone e il ferimento di oltre 140. Le autorità ieri notte hanno imposto il coprifuoco e iniziato trattative, che tuttavia non sembrano avanzare.

Le violenze sono scoppiate al termine di un mese di tensioni: nella moschea, frequentata da 5 mila studenti, in maggioranza filo-taleban, si sarebbero infiltrati anche aspiranti kamikaze affiliati ad al-Qaida, secondo il presidente pakistano Musharraf. Dall’interno i mullah inneggiano alla guerra santa e all’imposizione in tutto il Paese della sharia, la legge islamica.

Dopo primi scontri con i poliziotti ieri alcuni studenti hanno anche preso l’assalto del vicino ministero dell’ambiente. Questa la giustificazione di uno di loro: “Le nostre sorelle studentesse sono state ferite, alcune sono svenute. Nostri fratelli sono stati martirizzati. Per ritorsione distruggiamo e bruciamo le posizioni governative”.

Il presidente Pervez Musharraf, sempre più criticato in Pakistan per l’inerzia nei confronti della moschea rossa, potrebbe dare il via ad un assalto.

Che i parenti di alcune vittime attendono: “Chiedete al governo perché non uccide queste persone – dice uno di loro, sconvolto -. Dovrebbero bombardarli, sono terroristi”.