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Il sud e il nord dell'Europa divisi dal vino

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Il sud e il nord dell'Europa divisi dal vino

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Dove manca il sole, finora ci pensava lo zucchero ad alzare la gradazione alcolica del vino. Ma questa pratica diffusa nei paesi del nord dell’Europa, come il Lussemburgo, rischia di essere messa al bando da Bruxelles. La riforma del settore vuole infatti porre fine allo zuccheraggio, abolire gli aiuti per la produzione di mosto concentrato e sradicare i vigneti non competitivi.

Un incubo per i viticoltori della Mosella, come Frank Linster: “Il nostro vigneto è di taglia molto ridotta, produce solo quello di cui abbiamo bisogno per vendere, voglio dire, con la nostra produzione possiamo far fronte ai bisogni del nostro mercato. Non capisco perchè estirpare in questa regione”.

La Commissione europea infliggerebbe comunque un duro colpo anche al sud dell’Europa, abolendo gli aiuti alla produzione del mosto concentrato.

I viticoltori dell’Europa settentrionale e centrale ne sono consapevoli, ma interpretano l’abolizione dello zuccheraggio come una sorta di compensazione ingiusta, come spiega Robert Ley, della camera per l’agricultura lussemburghese: “Si vuole vietare questa pratica perchè nel sud si eliminano le sovvenzioni per la fabbricazione di mosto concentrato. Ma questo aumenterà i costi di produzione nelle nostre regioni”.

Lo scopo, dice la Commissione, è una liberalizzazione parziale del settore, per renderlo più competitivo, evitare la sovraproduzione e gli sprechi nelle sovvenzioni. In particolare vuole smettere di sborsare aiuti per la produzione di vini senza mercato.

Ma c‘è chi teme per le conseguenze di questa politica. David Hammerstein, europarlamentare verde spagnolo: “Certo c‘è una connessione tra l’estirpazione e la questione dello zucchero. E poi si vuole sopprimere la gran parte della produzione del sud dell’Europa, che è un processo più naturale, e si vuole rendere l’Europa dipendente dal mosto concentrato e dal vino importati dai paesi terzi”.

Per Andreas Schneider, un analista di politiche agricole, non si tratta di una guerra tra il nord e il sud dell’Europa, ma piuttosto di una questione di qualità.

“Andiamo, il vino dev’essere un ingrediente puro. Non ci vuole dello zucchero dentro. Se riesci a produrre vero vino, senza zucchero dentro, bene, altrimenti se non puoi, non puoi. Credo che parte del problema europeo è che abbiamo troppo vino da tavola”.

In Lussemburgo, i migliori vini sono quelli dei vigneti sulle ripide colline lungo la Mosella: i più difficili da vendemmiare. Tuttavia di fronte ad una riforma che voglia privilegiare la qualità e non la quantità , la regione si potrebbe concentrare su questi vini, nonostante i costi di produzione più elevati.