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Si apre il processo per l'omicidio Dink: la Turchia laica contro le derive nazionaliste

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Si apre il processo per l'omicidio Dink: la Turchia laica contro le derive nazionaliste

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Il processo per l’omicidio del giornalista armeno Hrant Dink è cominciato oggi a Istanbul. Molto più che un semplice evento processuale, risolleva il dibattito sui rigurgiti di nazionalismo in Turchia e sulla questione armena. 18 le persone sul banco degli imputati, compreso il diciassettenne omicida reo confesso. Ma secondo l’avvocato che rappresenta la famiglia Dink, la fase investigativa è stata condotta in maniera frettolosa: “Quello della trasparenza delle indagini è un dubbio tutt’altro che inesistente. Anzi è un problema tipico del sistema giudiziario turco. Ogni forma di controllo e pressione sulle indagini va abolita, questo è il punto”.

Dink, giornalista e scrittore impegnato nella denuncia del genocidio del popolo armeno perpetrato dall’Impero Ottomano e che la Turchia rifiuta di riconoscere, era Direttore del giornale Agos. Il 19 gennaio è stato freddato con 4 colpi di pistola a Istanbul, di fronte alla redazione del quotidiano.

Oggi fuori dall’aula in cui si celebra il processo si sono ripetute le scene già viste il giorno dei suoi funerali: una folla di manifestanti si è radunata per chiedere un equo processo. Il 23 gennaio avevano preso parte alle esequie oltre 100.000 persone. Portavano cartelli in turco, kurdo e armeno, con scritto “siamo tutti Hrant Dink, siamo tutti armeni”.