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Russia, accusa di eversione per Berezovski, l'oligarca anti-Putin rifugiato a Londra

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Russia, accusa di eversione per Berezovski, l'oligarca anti-Putin rifugiato a Londra

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E’ stato formalmente incriminato del tentativo di un colpo di stato il magnate russo Boris Berezovski. L’accusa a carico dell’uomo d’affari prende le mosse da una intervista apparsa su The Guardian, in cui Berezovski auspicava l’uso della forza per rovesciare il regime al potere a Mosca.

Il nome di Berezovski, da tempo entrato in rotta di collisione col Cremlino dopo l’arrivo di Vladimir Putin, figura in tutti i misteri più recenti, a cominciare da quello legato alla morte per avvelenamento dell’ex spia Aleksandr Litvinenko, deceduto a Londra dopo una lunga agonia dovuta all’ingestione di polonio, una sostanza radioattiva.

Berezovski, che ai tempi del presidente Boris Yeltsin era uno degli uomini più ricchi di Russia, vive in Gran Bretagna avendo ottenuto lo status di rifugiato politico. In Russia è ricercato per reati finanziari di vario tipo.

Oltre che nei confronti dell’oligarca gli agenti dell’FSB – il servizio segreto che ha preso il posto del KGB – puntano l’indice anche nei confronti dei colleghi dell’MI-6, il controspionaggio di Londra, che avrebbe tentato di arruolare senza successo almeno un cittadino russo.