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Carla del Ponte: "Il mio obiettivo e' ottenere i fuggitivi"

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Carla del Ponte: "Il mio obiettivo e' ottenere i fuggitivi"

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Carla Del Ponte, svizzera, 60 anni, ha passato buona parte della sua vita in aula. Dal 1999 è a capo del Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia. Il suo mandato dovrebbe scadere a settembre ma lei ha dato la sua disponibilità a restare fino alla fine dell’anno e ci sono buone probabilità che l’organizzazione decida di prolungarlo. Ma Carla Del Ponte ha ben altro in testa che i suoi successi: il processo a Slobodan Milosevic non si è mai concluso e quello che piu’ le interessa in questo momento è l’arresto dei fuggitivi Ratko Mladic e Radovan Karadzic prima che il tribunale chiuda i suoi lavori nel 2008.

EuroNews: Una sconfitta per lei?

Carla Del Ponte: Perchè? La morte naturale è una cosa assolutamente normale nel corso di una vita. Così purtroppo Milosevic e morto 2 mesi prima della conclusione del processo. Ma ne abbiamo fatto molti altri: il tribunale ha incriminato 161 sospetti, di cui 50 sono stati già condannati e 17 processi sono in appello. Alla fine penso che abbiamo avuto la possibilita di trovare e processare molti dei responsabili dei crimini commessi in Jugoslavia durante il conflitto. Crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidi. Tutto questo è molto importante per la sicurezza.

EuroNews: La Serbia e l’Unione Europea hanno riaperto i negoziati il 13 giugno. Significa che l’Ue e voi come Tribunale Internazionale avete ottenuto personalmente un segnale molto forte sull’arresto di Mladic e Karadzic in tempi brevi?

Carla Del Ponte: Quello che è sicuro è che il nuovo governo sta dimostrando di adottare una politica seria per ottenere l’arresto dei rimanenti fuggitivi. Dopo poche settimane aveva già arrestato e consegnato due latitanti, Zdravko Tolimir e Vlastimir Djordjevic. Credo che la loro volontà sia quella di trovare e arrestare anche gli altri fuggitivi, si’.

EuroNews: Se immaginassimo che Belgrado non voglia arrestare e consegnare Karadzic e Mladic come voi desiderate, secondo lei l’Unione europea dovrebbe sospendere le trattative di annessione?

Carla Del Ponte: Abbiamo bisogno della pressione politica. Abbiamo bisogno dell’aiuto dell’Unione europea per ottenere l’arresto dei fuggitivi. Il commissario europeo all’allargamento Olli Rehn ha detto l’altro giorno che prima che la Serbia fosse ammessa come candidato per l’Ue, una delle condizioni era proprio la completa cooperazione con noi. In altre parole significa che la Serbia deve consegnare i fuggitivi prima di potere continuare le sue trattative di annessione all’Ue.

EuroNews: Che cosa pensate delle proposte internazionali sul futuro status del Kosovo? La loro realizzazione potrebbe transformarsi in un ostacolo per la cooperazione fra la Serbia e il Tribunale?

Carla Del Ponte: Spero di no. Spero assolutamente di no. Il mio scopo è ottenere i miei fuggitivi. Naturalmente preferirei non avere altri ostacoli e gradirei la benevolenza della Serbia nel trasferire i latitanti.

EuroNews: Una mancanza d’iniziativa da parte dei caschi blu olandesi ha contribuito a creare le condizioni per il genocidio di Srebrenica. Non pensate che il diritto internazionale dovrebbe essere applicato anche verso i caschi blu?

Carla Del Ponte: No, io sono il procuratore responsabile della commissione dei crimini durante la guerra. Non sono autorizzata a investigare sulla morale o sulle responsabilità politiche, e nemmeno sulla prevenzione dei reati. I crimini devono essere commessi prima che io abbia la giurisdizione per potermene occupare.

EuroNews: Quale dei vostri casi è stato per voi personalmente il più importante?

Carla Del Ponte: I successi del tribunale sono legati alla possibilità di portare gli alti responsabili – militari e politici – davanti alla commissione dei crimini. Anche quelle persone che non hanno materialmente eseguito dei reati… ma che si sono seduti a un tavolo e che li hanno organizzati e progettati… devono essere messi sotto processo… Quello è il successo piu’ grande. Poiché dopo Norimberga e Tokyo non era mai successo, cosi’ questo è il successo piu’ grande. Non so cosa faro’ dopo, quando lascero’ il tribunale. Ora sono così occupata ma avro’ il tempo dopo di decidere che cosa fare. Naturalmente dipende anche dal mio governo perchè quando torneo’ indietro dipendero’ ancora dal Ministero della Giustizia in Svizzera.