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A gonfie vele il settore delle fusioni


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A gonfie vele il settore delle fusioni

Come va il comparto della fusioni? Bene, anzi benissimo, Come dimostra il caso della banca olandese Abn Amro. Due consorzi sosno scesi in campo per l’acquisizione dell’istituto di credito dei Paesi Bassi: il primo guidato da Barclays ha propsota 66 miliardi di euro, mentre il secondo sotto l’egida della Royal Bank of Scotland ha messo sul tavolo 71 miliardi di euro.
E’ la prova che il settore dopo anni di vacche magre è in ripresa.

“ Dopo la grande ondata di fusione tra i 1999 e il 2000, dice il responsbaile della banca Morgan Stanley in Francia, c‘è stato un lungo periodo di stasi fino al 2005. A partire da questa data si regostra la ripresa eil 2007 sarà con ogni probabilità un anno record”

Già nel primo semestre dell’anno in corsa il valore delle operazioni sono in aumento del 53% rispetto al corrispondente periodo dle 2006. Senza dimenticare che i volumi in Europa si avvicinano sempre piu ‘ a quelli americani. E’l‘effetto della crescente attività dei fondi d’investimenti anglosassoni

“E’ vero che le atttività dei fondi d’investimento, nati negli Stati Uniti, hanno contribuito e non poco alla crescita sul mercato d’oltreoceano. Dopodichè è stata la volta del mercato britannico poi quello del’Europa continentale e adesso i fodni si dirigono verso quella dell’Est”

Nle 2001 i fondi d’investimento rappresentavano solo il 6% del valore delle transazioni mondiali in materia di merger, lo scorso anno la percentuale è salita al 25%:

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