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Regno Unito: Gordon Brown, dall'Università di Edinburgo a Downing Street

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Regno Unito: Gordon Brown, dall'Università di Edinburgo a Downing Street

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E’ con una “standing ovation” che i delegati del partito Laburista hanno ringraziato Tony Blair.
Con il suo carisma abituale, il premier britannico ha pronunciato il nome del suo successore: “Amici e colleghi: il nuovo leader dei laburisti: Gordon Brown”.

Sembra l’ultimo atto di un rapporto tanto lungo quanto travagliato. A 56 anni, la pazienza di Gordon Brown è ricompensata. Per 10 anni è dovuto restare all’ombra del suo predecessore al 10 di Downing street. Scozzese, originario di Glasgow, è all’Università di Edimburgo che Brown muove i primi passi in politica con idee fortemente di sinistra.
Durante il liceo perde la vista all’occhio sinistro a causa di un incidente in una partita di rugby.

Coloro che gli sono accanto sin dall’inizio hanno il ricordo di uno studente con una capacità di lavoro fuori dal comune, tratto che gli è rimasto. Eletto deputato, entra nei Comuni nel 1983 e divide a Westminster l’ufficio di un certo Tony Blair. Il suo destino politico è segnato. Nel 1994, la morte improvvisa di John Smith apre la strada alla giovane generazione dei laburisti.

Brown è additato come potenziale leader, ma lascia la carica a un più mediatico Tony Blair. A lungo si è ventilata l’ipotesi di un patto tra i due, per un avvicendamento da Primo Ministro: prima Blair, poi Brown. E’ quindi Blair che si mette in evidenza quando i laburisti arrivano al potere nel 1997.

Gordon Brown si insedia al numero 11 di Downing Street: per un decennio è Cancelliere dello Scacchiere. La sua permanenza a capo delle Finanze, senza equivalenti negli ultimi 180 anni, è coronata dalla ripresa della crescita economica e dal calo della disoccupazione, ma anche dall’indebitamento crescente e dall’impennata dei prezzi nell’immobiliare.

Lavoratore accanito, agli antipodi di Tony Blair in quanto a stile personale, Brown è descritto come un lottatore. Tanto che non esita a sconvolgere il G7 del 2005 per ottenere la cancelalzione del debito dei Paesi africani, di cui aveva fatto una battaglia personale.

Alla guida del partito Laburista e del governo della Gran Bretagna, Brown arriva con un messaggio di rottura e cambiamento, per far dimenticare il suo ruolo di eterno secondo: “Per i genitori che chiedono asili nido meno cari, lanceremo la sfida del cambiamento. Per le famiglie e i pensionati che chiedono un servizio sanitario che funzioni, lanceremo la sfida del cambiamento.
Per la gente che vuole una democrazia più forte, lanceremo la sfida del cambiamento”.