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Da Strasburgo uno stop alla donna oggetto negli spot

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Da Strasburgo uno stop alla donna oggetto negli spot

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Basta con la donna oggetto in pubblicità. Il Consiglio d’Europa ha approvato il rapporto della deputata socialista turca Gulsun Bilgehan che invita i creativi a trovare nuove formule per rendere piú glamour i prodotti. La raccomandazione non è rivolta solo al settore della moda. Associare troppe curve a un orologio, a un aperitivo o a una scatola di biscotti è, secondo il rapporto, offensivo per le donne e ingannevole per i consumatori.

Gulsun Bilgehan spiega il senso del provvedimento. “Sappiamo per esempio che in un paese sviluppato ogni persona è bombardata da 2500 messaggi pubblicitari al giorno. A essere influenzati dagli spot sono soprattutto i giovani. In generale la pubblicità diffonde un’immagine che non ha nulla a che vedere con la realtà, soprattutto quando si tratta di donne”.

Nel rapporto si invitano tutti gli stati membri a predisporre un numero verde e un indirizzo email dove chiunque possa denunciare le pubblicità che violino il rispetto della dignità umana. Come quelle che spesso ispirano le campagne promozionali delle case automobilistiche. Anche dove le curve hanno un senso è sempre meglio non esagerare.