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Australia, dopo le misure del governo gli aborigeni temono un'altra "generazione rubata"

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Australia, dopo le misure del governo gli aborigeni temono un'altra "generazione rubata"

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C‘è molta preoccupazione tra gli aborigeni australiani dopo l’annuncio delle misure da parte di Canberra mirate a mettere fine agli abusi sessuali sui bambini nelle comunità del Nord. Le organizzazioni indigene hanno protestato, dicendo di non essere state coinvolte nella decisione.

Pat Turner, che rappresenta 13 associazioni aborigene, dice che si tratta soltanto di un pretesto: “Questo governo sta usando la lotta agli abusi sessuali come un cavallo di Troia per entrare nelle nostre terre e prenderne il controllo”. La settimana scorsa il governo ha annunciato di inviare nuovi rinforzi di polizia per affrontare la situazione, che il premier John Howard ha definito “un’emergenza nazionale”.

Secondo un rapporto governativo dal titolo ‘I bambini sono sacri’, gli abusi sui minori dilagano. Come soluzione, è stato ordinato il bando per sei mesi dell’alcol e del materiale pornografico nelle comunità del Nord, le più povere e isolate.

I 400 mila i aborigeni rappresentano il 2% circa dei 21 milioni di abitanti dell’Australia. Nei loro confronti il razzismo è onnipresente. Nel 2000, il comitato di esperti delle Nazioni Unite per l’Eliminazione della discriminazione razziale ha richiamato l’Australia, affinché realizzi urgenti riforme.

Le organizzazioni aborigene segnalano da anni il doppio standard nella sanità. La speranza media di vita è inferiore e il tasso di disoccupazione di molto superiore della media nazionale. Le donne delle comunità aborigene temono di essere private dei loro figli.

“Non avremo più il diritto di prenderci cura dei nostri bambini – dice Vanessa Donawan – se li prenderanno con la scusa di sottoporli a visite mediche”. “Temo che ci sarà un altro caso di generazione rubata, i bambini saranno portati via dalle loro mamme e papà, nonni e zii”, dice un’altra donna.

Tra il 1930 e il 1970 100.000 bambini furoro strappati alle famiglie, con la scusa di assimilarli alla società. Da quando, nel 96, è salito al potere il governo liberal-conservatore, il processo di riconciliazione è in stallo. Nel 1998, è stato tolto ogni valore ai diritti territoriali tradizionali degli indigeni.