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Aumentano le pressioni sul Sudan: rispetti gli impegni sul Darfur

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Aumentano le pressioni sul Sudan: rispetti gli impegni sul Darfur

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Si è conclusa con buoni propositi ma senza alcuna mossa concreta la prima conferenza internazionale sul Darfur. Riuniti ieri a Parigi, i rappresentanti di una ventina fra governi e organizzazioni internazionali hanno promesso di raddoppiare gli sforzi per risolvere il conflitto che da quattro anni insanguina la regione orientale del Sudan.

Il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner ha elencato gli obiettivi della conferenza: “Dare appoggio politico, fare pressione a sostegno delle varie iniziative, specialmente quelle dell’Onu e dell’Unione Africana. Poi, finanziare per il domani e, infine, monitorare la situazione nella regione”.

A far sentire il fiato sul collo al governo sudanese ci ha pensato il capo della diplomazia americana Condoleezza Rice: “Gli Stati Uniti continueranno a sostenere che il Sudan dovrà subire conseguenze se non rispetterà gli impegni che ha preso”.

Nei giorni scorsi Khartum ha accettato il dispiegamento di 20.000 caschi blu che l’Unione Africana e l’Onu manderanno nel tentativo di mettere fine a un massacro che nel ribelle Darfur è già costato la vita a 200.000 persone.

L’Italia ha fatto sapere che stanzierà fondi ma non metterà a disposizione suoi soldati.