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I caschi blu uccisi in Libano commemorati in una cerimonia funebre

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I caschi blu uccisi in Libano commemorati in una cerimonia funebre

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I sei caschi blu spagnoli rimasti uccisi ieri in un attentato in Libano hanno ricevuto un ultimo omaggio dai loro commilitoni. La cerimonia funebre si è svolta nella base Cervantes, dove è arrivato dalla Spagna anche il ministro alla difesa José Antonio Alonso, che ha ricordato così le vittime dell’esplosione: “I soldati che hanno perso la vita su questa terra del Libano lavoravano per una missione nobile per la pace in una regione del pianeta che ne ha particolarmente bisogno”.

Alonso ha anche espresso la sua convinzione che obiettivo dell’attentato sia destabilizzare il sud del paese e rimettere in discussione la missione dell’Unifil. L’esplosione dell’autobomba è avvenuta vicino a Khiam, a dieci chilometri dal confine con Israele, su una strada percorsa di frequente dalle pattuglie della forza d’interposizione dell’Onu.

Il ministro spagnolo ha reso noto che l’auto usata nell’attentato aveva targhe false e che il suo numero di serie fa pensare che provenisse “dall’esterno del Libano”. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha condannato l’attentato in una riunione d’emergenza. Le salme dei caschi blu dovrebbero essere rimpatriate in nottata.