ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Darfur, acqua e petrolio le ragioni del conflitto che ha fatto oltre 200 mila morti in Sudan

Lettura in corso:

Darfur, acqua e petrolio le ragioni del conflitto che ha fatto oltre 200 mila morti in Sudan

Dimensioni di testo Aa Aa

Il Darfur vive oggi la più grave crisi umanitaria nel mondo. Il governo sudanese affronta diversi gruppi di ribelli che reclamano una condivisione equa delle risorse e una maggiore autonomia per la regione. Un conflitto politico che la conferenza di Parigi non basterà a risolvere, sostiene Rony Brauman, ex presidente di Medecins sans Frontières: “Non sarà Sarkozy e nemmeno la conferenza a risolvere il conflitto, saranno i sudanesi. Ciò che la comunità internazionale può fare è aiutare e spingere i belligeranti a incontrarsi per discutere. L’idea è di premere per un accordo di pace, ma non di imporlo perché non funzionerebbe”.

Su un territorio grande come la Francia, quasi 500 mila km quadrati in parte desertici, vivono popolazioni arabe nomadi come i Janjawid e tribù nere non arabe e stanziali. Etnie diverse, ma stessa religione, l’islàm. Nel conflitto la minoranza araba, che è maggioranza nel resto del Sudan, è appoggiata dal governo centrale, accusato di tollerare le scorribande dei Janjaweed e di fornire sostegno logistico e finanziario.
Kartum nega qualsiasi accusa.

Due i principali gruppi ribelli: l’Esercito di liberazione sudanese e il Movimento per la giustizia e l’uguaglianza. L’acqua, le terre e soprattutto il petrolio. Ecco i motivi principali del conflitto, la spiegazione dell’interesse che hanno il governo e le potenze internazionali. Poiché il Sudàn è diventato un Paese petrolifero. Nel 2005, sono stati prodotti 400 mila barili al giorno e di questa manna trae vantaggio soprattutto la Cina.

Il greggio sudanese è quasi interamente sfruttato dalle compagnie cinesi, poi vengono quelle indiane e malesiane.
Gli Stati Uniti sono i grandi esclusi dal banchetto. Finora non è stato concesso loro sfruttare i giacimenti sudanesi, che dovrebbero contenere almeno 2 miliardi di barili. Il presidente sudanese Omar al Bashir dice che gli Usa vogliono destabilizzare il Paese per giungere a un cambio di governo. Intanto il conflitto continua. Dal 2003, ha causato oltre 200.000 morti e tre milioni di profughi. Il greggio sudanese è quasi interamente sfruttato dalle compagnie cinesi, poi vengono quelle indiane e malesiane.