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Gordon Brown, un leader poco carismatico con le idee chiare

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Gordon Brown, un leader poco carismatico con le idee chiare

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Scozzese, cinquantasei anni, di cui almeno dieci passati all’ombra di Blair, eterno amico e avversario. Eletto per la prima volta deputato nell’ottantatré, lo stesso anno di Tony Blair, Gordon Brown ha condiviso con lui l’ufficio, le idee, e la creazione del New Labour, di cui è uno dei padri fondatori. Quando i due sono entrati in conflitto, sono stati soprannominati il John Lennon e il Paul McCartney della politica.

I britannici non si aspettano grossi strappi nell’orientamento del partito, ma qualche paletto Brown l’ha già messo: in particolare ha chiesto scusa per gli errori nella guerra in Iraq, pur senza evocare il ritiro delle truppe. Considerato freddo e privo di carisma, la sua immagine è stata addolcita dalle disgrazie familiari: la prima figlia morta a dieci giorni dalla nascita, il terzo colpito da fibrosi cistica.

Dalla sua ha comunque gli errori del predecessore e un curriculum impeccabile al ministero delle finanze. Tanto che dal momento dell’annuncio della sua nomina alla testa del partito, il Labour è decollato nelle preferenze degli elettori, fino a superare i conservatori. Il sondaggio più recente dà i laburisti al trentanove per cento contro il trentasei per i Tories.