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Trattato Ue: tutti cantano vittoria. Soprattutto la Polonia

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Trattato Ue: tutti cantano vittoria. Soprattutto la Polonia

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Superata la crisi sul trattato europeo, ciascuno si proclama vincitore del braccio di ferro. Primi fra tutti i fratelli Kaczinski. Lech, il presidente polacco, a Bruxelles per i negoziati, e il premier Jaroslaw che avrebbe pilotato le trattative per telefono da Varsavia, sostengono di aver imposto loro l’accordo agli altri 26 stati membri.

“Tutto va bene – ha commentato il primo ministro – non solo parzialmente bene come dice l’opposizione, che oggi è generosa con noi. La Polonia si è radicalmente rafforzata. Questo è il primo punto. Il secondo è che questo compromesso è un successo del presidente della Polonia”.

Non tutti la vedono esattamente così. Per Nicolas Sarkozy, è un bene che la Polonia non sia rimasta indietro, ma, dice il presidente francese, “Non ci sono vincitori o sconfitti, e l’importante è che l’Europa sia ripartita”

Un risultato a cui il cancelliere tedesco Angela Merkel aveva consacrato il suo semestre alla presidenza dell’Unione europea. E che il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, sorprendendola con un mazzo di fiori, ha celebrato definendolo “un successo impensabile per molti ancora pochi giorni fa”.