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Vertice UE: occhi puntati su Polonia e Gran Bretagna

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Vertice UE: occhi puntati su Polonia e Gran Bretagna

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Alla seconda e decisiva giornata del vertice europeo di Bruxelles, non appare ancora in vista l’accordo su un trattato che sostituisca la defunta Costituzione, regolando i rapporti nella nuova Unione allargata a 27. Ma la determinazione della presidenza di turno tedesca appare intatta. Il cancelliere Angela Merkel ha avuto nella mattinata tutta una serie di incontri bilaterali: “Stiamo lavorando duro, i problemi non sono ancora stati risolti ma tutti si stanno impegnando”.

Merkel non sembra essere riuscita a convincere il presidente polacco Lech Kaczynski ad abbandonare l’ostracismo contro il nuovo meccanismo di voto a maggioranza qualificata. Varsavia si percepisce come sfavorita nel rapporto di forza con i grandi paesi, a cominciare dalla Germania, con la quale, dall’arrivo al potere in Polonia della destra nazionalista, sono cominciati a riemergere contenziosi che risalgono all’epoca dell’invasione nazista.

Per quanto riguarda la Gran Bretagna si parla di possibili passi avanti. Il premier Tony Blair ha posto una serie di condizioni irrinunciabili. Un’iniziativa di Francia, Spagna e Italia ha avanzato proposte cui Londra potrebbe essere sensibile, come il fatto di autorizzare il Regno Unito a non considerare giuridicamente vincolante la carta fondamentale dei diritti che verrebbe associata al nuovo trattato.

Un altro ad avanzare esigenze è il premier olandese Jan Peter Balkenende: “Sarà una lunga e difficile giornata. Per quanto ci riguarda poniamo l’accento sul ruolo dei parlamenti nazionali, sui servizi pubblici e sui criteri per l’allargamento”. Tutti gli argomenti tornano sul tappeto nella riunione plenaria del pomeriggio.