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Un mullah iraniano ribadisce la fatwa di morte per Salman Rushdie

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Un mullah iraniano ribadisce la fatwa di morte per Salman Rushdie

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La fatwa che condanna Salman Rushdie a morte è sempre valida. L’ha ribadito un influente religioso iraniano in occasione della preghiera del venerdì. Il mullah Ahmad Khatami, in un discorso trasmesso alla radio di Stato, è così tornato sulla questione dell’onorificenza attribuita la settimana scorsa allo scrittore di origini indiane dalla regina d’Inghilterra.

L’Iran è uno dei paesi che hanno violentemente denunciato la decisione di Elisabetta II, in occasione delle celebrazioni per il suo compleanno, di fregiare Rushdie del titolo di “Sir”. La fatwa di morte è stata emessa nel 1989 dall’Ayatollah Khomeini, dopo la pubblicazione del romanzo “I versetti satanici”, considerato blasfemo nei confronti dell’Islam.

In Pakistan, dove si sono svolte diverse manifestazioni di protesta, il parlamento ha chiesto di nuovo a Londra di ritirare il titolo nobiliare e di chiedere scusa ai musulmani. E se nel Kashmir indiano ci si accontenta di bruciare manichini, un’organizzazione non governativa iraniana ha annunciato di aver aumentato la somma che sarà versata a chiunque riesca a uccidere Salman Rushdie.