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Gerusalemme blindata per il gay pride, evitati disordini con gli ortodossi

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Gerusalemme blindata per il gay pride, evitati disordini con gli ortodossi

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Gay pride sotto scorta a Gerusalemme, sebbene senza i temuti disordini. La sfilata, nelle vie della Città Vecchia, è stata sorvegliata da settemila agenti di polizia, per prevenire contestazioni da parte degli ultraortodossi.

Alla parata dell’orgoglio omosessuale hanno partecipato in cinquemila: pochi, rispetto a quella che si tiene ogni anno a Tel Aviv. Ma secondo l’attivista Jerry Levinson, sfilare a Gerusalemme ha un valore particolare “perché – spiega – consente di affermare i propri diritti contri chi vorrebbe reprimerli a tutti i costi”.

Nel 2005, un ebreo ultraortodosso ferì a coltellate tre manifestanti e l’anno successivo, per motivi di sicurezza, il corteo non venne autorizzato.

Yoel Webber, che ha mobilitato alcune centinaia di persone per protestare contro il gay pride, sostiene che chi vi partecipa insulta la Torah, il testo sacro ebraico.

Nel corso delle violente proteste dei giorni scorsi, la polizia ha fermato più di 130 manifestanti ultraortodossi. Poche ore prima dell’inizio del corteo, un uomo è stato arrestato insieme a quindici sospetti perché in possesso di un ordigno artigianale.