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La guerra della vodka non ci sarà. L'Europarlamento trova l'accordo per la definizione del distillato

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La guerra della vodka non ci sarà. L'Europarlamento trova l'accordo per la definizione del distillato

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L’Europa non va alla guerra della Vodka. L’origine e la denominazione del distillato hanno fatto litigare per anni i Paesi produttori, divisi tra i puristi e coloro che adottano un concetto più allargato. Può derivare dalla fermentazione di cereali e patate o anche da quella di canna e barbabietola da zucchero?

Il Parlemento europeo ha stabilito che “vodka soltanto” si potrà chiamare quella prodotta tradizionalmente. All’altra vodka dovrà essere aggiunto in etichetta il nome del prodotto da cui è derivata.
In ballo ci sono tradizioni secolari e interessi miliardari. Il mercato mondiale delle vendite è diviso tra i Paesi dell’est europeo con in testa la Polonia e la Russia, dove la vodka è apparsa per la prima volta nel quindicesimo secolo e che sono tradizionalisti.
E tra l’Europa occidentale e gli Stati Uniti. Questi ultimi, assieme al Sud Africa, distillano la vodka dalla canna da zucchero. Che in sede Wto, ad agosto, potrebbero opporsi definendo il cambio di etichettatura una barriera al commercio.
Se non solleveranno problemi, la nuova normativa dovrà essere approvata dai ministri dell’agricoltura dei paesi membri.

L’Europarlamento, sempre pronunciandosi sulla nuova legislazione relativa alla definizione delle bevande alcoliche, ha incluso 39 bottiglie italiane tra le 329 etichette di grande tradizione approvate e ha dato il via libera a 10 nuove indicazioni geografiche tipiche.