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Trattato UE: anche a Lussemburgo la Polonia resta irremovibile

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Trattato UE: anche a Lussemburgo la Polonia resta irremovibile

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Resta accidentata la strada verso il trattato che dovrebbe sostituire la Costituzione europea bocciata da francesi e olandesi. Qualche sassolino è stato tolto dal percorso, nel vertice informale dei ministri degli esteri dei Ventisette a Lussemburgo: la richiesta di Gran Bretagna e altri paesi euroscettici di togliere dal testo riferimenti alla bandiera e all’inno europeo è stata accolta. Ma restano grossi scogli da superare, in particolare quello polacco. Il capo della diplomazia di Varsavia Anna Fotyga ha detto: “Siamo pronti per un compromesso, ma la nostra proposta riguardo il sistema di voto è già un enorme compromesso. Su questo punto siamo legati da una risoluzione parlamentare presentata dai partiti dell’opposizione”.

Il compromesso proposto dalla Polonia, calcolare il sistema di voto sulla base della radice quadrata della popolazione, punta a dare maggior peso ai paesi più piccoli. Al termine di un incontro con il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, la presidente di turno dell’Unione europea Angela Merkel, pur non escludendo la possibilità di un fallimento al vertice di giovedì e venerdì prossimi a Bruxelles, si è sforzata di apparire ottimista: “Ci sono più possibilità che problemi – ha detto – e io non posso credere che il problema di uno stato membro possa essere irrisolvibile e che tutti gli altri se ne lavino le mani”.

Francia e Spagna hanno intanto presentato una dichiarazione congiunta con gli elementi a loro parere indispensabili nel nuovo trattato semplificato. Fra questi, proprio il voto a doppia maggioranza qualificata respinto dalla Polonia.