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Gaza, il primo ministro esautorato Hanyeh non molla e nomina un nuovo capo della polizia

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Gaza, il primo ministro esautorato Hanyeh non molla e nomina un nuovo capo della polizia

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Resta sigillata la Striscia di Gaza. Solo il valico di Eretz, nel nord, per qualche ora ha visto affluire centinaia di palestinesi che tentavano di fuggire dalle violenze. Solo in pochi però, e per motivi umanitari, sono stati accolti dalle autorità israeliane, che hanno subito richiuso il transito.

Dopo il rifiuto di collaborare col nuovo potere da parte della polizia fedele al presidente Abbas, a Gaza sono i miliziani radicali ad assicurare i servizi minimi. Intanto, Ismail Hanyeh, primo ministro del governo licenziato dal capo dell’Anp, ha nominato un nuovo comandante generale della polizia.

Dopo gli scontri sanguinosi dei giorni scorsi, che hanno provocato più di cento morti, la Striscia di Gaza cerca di tornare alla normalità: uffici aperti, nonostante le poche cose da fare. “Serve finirla con questa situazione e aiutare gli oppressi”, dice un palestinese di Gaza City. “In ogni caso oggi mi sento più sicuro di ieri”.

Una opinione diffusa in città, anche se in tanti, come questo signore, accusano entrambe le parti in causa di aver provocato gli scontri. Nel timore di un imminente embargo israeliano sono poi cominciate le file ai distributori di benzina. Esponenti del governo di Hamas hanno assicurato che nella Striscia ci sono riserve alimentari per almeno un anno.