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Gaza nelle mani di Hamas. Abbas scioglie il governo. Hanyeh: "Non faremo uno stato islamico"

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Gaza nelle mani di Hamas. Abbas scioglie il governo. Hanyeh: "Non faremo uno stato islamico"

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La calma che si registra stamane per le strade di Gaza, dopo cinque giorni di furiosi combattimenti, lascia agli uomini di Hamas la vittoria sul terreno. Ma la soluzione della crisi che ha portato allo scontro armato i due principali partiti palestinesi e causato almeno 113 morti resta ben lontana.

Dopo una giornata trascorsa nel silenzio, nel suo quartier generale di Ramallah, solo a tarda sera il presidente dell’Anp Mahmud Abbas ha assunto la decisione di dissolvere il governo guidato da Hamas, proclamare lo stato d’emergenza, e indire nuove elezioni “non appena la situazione lo permetterà”.

Una decisione accolta con soddisfazione dai miliziani di al-Fatah in Cisgiordania, scesi per strada a festeggiare, ma del tutto tardiva, soprattutto perché nella Striscia di Gaza non vi è più nessuno in grado di far osservare le disposizioni del presidente.

L’Anp è al momento divisa in due, con le forze di al-Fatah concentrate in Cisgiordania, e la Striscia di Gaza completamente nelle mani di Hamas. Forte di ciò, Ismail Hanyeh, primo ministro del governo appena disciolto da Abbas, ha risposto al presidente giudicando le sue misure come precipitose e sostanzialmente prive di effetto. Hamas, ha detto Hanyeh, non proclamerà una entità statale a Gaza.

Nella cittâ palestinese le bandiere verdi sostituiscono quelle dell’Anp. Insieme ai simboli del vecchio potere sono spariti anche i principali esponenti di al-Fatah: alcuni come Mohamed Dahlan, ex uomo forte nella Striscia, scappati in Egitto. Altri, come il generale al-Bheis, capo della guardia presidenziale, perchè arrestati dagli uomini di Hamas.