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È più difficile adottare bambini cinesi dopo l'entrata in vigore di una nuova normativa

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È più difficile adottare bambini cinesi dopo l'entrata in vigore di una nuova normativa

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Le felicità di queste coppie americane è giustificata: il sogno di adottare un bambino per loro si è realizzato. Ci troviamo in Cina, a Guangdong, è qui che si trova uno dei pochissimi consolati Usa del Paese abilitato a emettere il visto d’immigrazione che consente ai bambini cinesi di entrare negli Stati Uniti.

Dal primo maggio scorso, è entrata in vigore una nuova normativa che fissa criteri severissimi per l’adozione, che i neo genitori qui presenti non contestano:

“Sono bambini cinesi e la Cina ha tutto il diritto di imporre le regole che vuole. Capisco che debbano ridurre il flusso di coppie che viene qui in cerca di un bambino. Fortunatamente non mi riguarda, per cui non posso dire se rispondo ai requisiti oggi richiesti”.

Su 13 mila bambini adottati l’anno scorso, 8000 hanno attraversato il pacifico, destinazione USa, 2700 sono arrivati invece in Spagna.
I due Paesi dove è più alta la domanda di bambini cinesi.

La nuova legge vieta le adozioni a: omosessuali, single, a chi è malato, tra questi anche gli obesi e chi anche una sola volta nella vita ha fatto uso di antidepressivi, chi ha più di 50 anni. Si dovrà avere un reddito superiore ai 10 mila dollari per persona e essere proprietari dell’appartamento in cui si vive.

Le autorità della repubblica popolare, giustificano la misura con la necessità di assicurare il miglior futuro possibile a questi bambini.
Sono quasi tutte bambine, queste nuove figlie. I genitori naturali le hanno abbandonate negli istituti e si rendono irrintracciabili: è questa la condizione perché possano essere adottate.

Jeffrey ha appena adottato una bimba, per lui l anuova legge è poco lungimirante.

“Ciascun governo vuole dare l’impressione di curarsi dei propri bambini e la Cina non è da meno. Voglio dire, danno questa impressione, ma allo stesso tempo ci sono così tanti orfani cui bisognerebbe cercare di dare una famiglia”.

La strada si fa tutta in salita per chi credeva che la la Cina fosse l’ultimo paradiso delle adozioni.

Resta il fatto che l’esercito di aspiranti genitori in marcia verso i figli cinesi è ancora un affare, cui Pechino non intende rinunciare del tutto.