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Belgrado e Bruxelles sempre piu' vicine

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Belgrado e Bruxelles sempre piu' vicine

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Dopo un anno di gelo, si riapre il dialogo tra Bruxelles e Belgrado.

Il vicepremier serbo, Bozidar Djelic e il commissario all’allargamento Olli Rehn hanno ripreso ufficialmente i negoziati per l’accordo di associazione e stabilizzazione.

Un premio per la buona volontà mostrata dalla Serbia nel collaborare con il tribunale internazionale dell’Aja.

Ma, secondo molti analisti, è anche un incoraggiamento ad accettare la proposta dell’Onu, osteggiata da Belgrado, di un’indipendenza condizionata per il Kosovo.

Bruxelles tuttavia nega che ci sia una relazione tra i due dossier.

“I negoziati sull’accordo di associazione e stabilizzazione da una parte e lo statuto del Kosovo – ha detto Rehn – sono due processi separati”.

Sulla cooperazione con la giustizia internazionale, è stata invece Carla del Ponte a mettere i puntini sulle i.

Il procuratore del tribunale penale dell’Aja ha lodato i progressi di Belgrado in materia, che hanno portato all’arresto dell’ex generale serbo bosniaco Zdravko Tolimir.

Ma ha ribadito che è ora necessaria una piena collaborazione per arrestare i ricercati per crimini di guerra nella ex Jugoslavia, primo fra tutti Ratko Mladic.