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Ex Jugoslavia: per Milan Martic condanna a 35 anni

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Ex Jugoslavia: per Milan Martic condanna a 35 anni

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35 anni di reclusione a Milan Martic. Questo il verdetto del Tribunale Penale Internazionale dell’Aja per i crimini nella ex Jugoslavia per l’ex leader serbo-croato, accusato dell’assassinio di centinaia di non serbi in Croazia e Bosnia-Erzegovina tra il 1991 e il 1995. Tra i capi di imputazione: omicidio di massa, torture, persecuzioni.

Secondo la procura, Martic si adoperò per la realizzazione del progetto della “Grande Serbia”, ovvero l’annessione a Belgrado di diversi territori croati o bosniaci da relizzarsi attraverso la pulizia etnica.

Martic fu dirigente della Krajna, la repubblica a ovest di Croazia e Bosnia-Erzegovina auto-proclamata nel 1991. La strategia delle forze alle sue dipendenze sarebbe stata quella di uccidere o forzare all’esilio musulmani e non serbi distruggendone le proprietà e incendiandone le abitazioni. In quel modo, non avrebbero più avuto ragioni per tornare nelle loro terre di origine.

Martic si era consegnato spontaneamente al Tribunale dell’Aja nel 2002 è si è sempre proclamato innocente. L’accusa ne aveva chiesto l’ergastolo. Martic era anche accusato per il bombardamento, nel 1995, su Zagabria, capitale della Croazia, dove morirono sette civili.