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Il premier belga Guy Verhofstadt riconosce la sconfitta. "Me ne assumo la responsabilità"

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Il premier belga Guy Verhofstadt riconosce la sconfitta. "Me ne assumo la responsabilità"

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Pur essendo incerto il nuovo quadro politico che esce dalle urne belghe, un dato è da subito acquisito: la sconfitta del premier uscente, il fiammingo Guy Verhofstadt, il cui partito liberale passa dal 24 al 18,5 per cento. “Gli elettori hanno scelto una maggioranza diversa da quella che ha governato il paese negli ultimi otto anni, e me ne prendo la responsabilità”, ha commentato il capo del governo.

Chi invece fa un passo avanti sono i populisti di estrema destra del Vlams Belaang, che hanno incassato il malcontento diffuso nelle Fiandre.

In Vallonia, canta vittoria Didier Reynders: il suo Movimento riformatore diventa il secondo partito con circa il 28% dei consensi. “Il centro di gravità della comunità francese si è spostato – ha dichiarato – . Oggi, mie cari amici, il centro delle decisioni politiche, miei carissimi amici di Bruxelles, miei cari amici valloni, il centro di gravità non appartiene più al partito socialista”.

E infatti il partito di Elio Di Rupo, presidente della Vallonia, si ferma al 31-32 per cento e perde circa 5 punti rispetto alle elezioni del 2003. E la sinistra, oltre che nella regione francofona, cala anche nelle Fiandre.

Mentre chi fa letteralmente il botto sono gli ecologisti valloni di Isabelle Durant e di Jean Michel Javaux, che ottengono il miglior risultato dal 1999 con il 10%.