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G8. Su clima e Africa le Ong accusano: non è abbastanza

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G8. Su clima e Africa le Ong accusano: non è abbastanza

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Clima e inquinamento erano i temi principali di questo vertice. L’ambiziosa Angela Merkel almeno un obiettivo l’ha raggiunto: fissare la data del 2050 per il taglio della metà delle emissioni dei gas a effetto serra. Ma soprattutto gli Stati Uniti, unico paese del G8 a non aver firmato il protocollo di Kyoto, si sono detti disposti a impegnarsi attivamente nella lotta contro i cambiamenti climatici.

“Non siamo ancora riusciti a trovare un accordo definitivo sulle cifre in questo vertice del G8 – ha detto il presidente della Commissione europea José Barroso – ma abbiamo posto le basi, basi solide, per poter raggiungere l’obiettivo nell’ambito delle Nazioni Unite, in tempi fissati e con il riconoscimento da parte di tutti sulla necessità di giungere a una sostanziale riduzione delle emissioni”.

Altro dossier caldo, l’Africa. I leader dei paesi più industrializzati hanno promesso 45 miliardi di euro per la lotta contro l’Aids e altre malattie e hanno confermato l’impegno a raddoppiare la somma destinata agli aiuti allo sviluppo.

Su entrambi gli argomenti, organizzazioni non governative e celebrità come il cantante Bono Vox mostrano scetticismo e insoddisfazione. È vero che sul clima si è raggiunto un accordo giudicato importante: entro il 2009 dovrà essere definito il dopo-Kyoto sotto l’ombrello dell’Onu. Ma per Greenpeace è solo un rimandare un problema. Anche sull’Africa a non convincere è il calendario: la dichiarazione afferma, genericamente, che gli aiuti saranno versati “nei prossimi anni”.