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Gran Bretagna: verso un giro di vite anti-terrorismo

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Gran Bretagna: verso un giro di vite anti-terrorismo

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Il ministero dell’interno britannico presenta al parlamento una legislazione anti terrorismo più severa. Fra le proposte, quella di allungare i termini della detenzione preventiva oltre gli attuali 28 giorni, la possibilità, a certe condizioni, di usare come prova a carico in tribunale anche le intercettazioni telefoniche e l’obbligo, per i condannati per reati di terrorismo, di comunicare ogni spostamento e cambio di residenza. E’ la seconda volta che il titolare del dicastero John Reid prova a modificare le leggi anti-terrorismo. Nel 2005 non c’era riuscito, sommerso dalle critiche in parlamento. Allora, questa volta, ha deciso di passare al metodo della concertazione:

“E’ mia intenzione, se possibile – ha detto Reid -costruire un consenso nazionale sulla sicurezza nazionale. In altri termini costruire un consenso trasversale fra i partiti e in parlamento per sostenere le misure che saranno proposte”.

Reid si è già assicurato il sostegno dell’attuale ministro delle finanze e premier in Pectore Gordon Brown, che la settimana scorsa si è espresso a favore di un rafforzamento dei mezzi a disposizione nella lotta contro il terrorismo.

Gli attentati di Londra del 7 luglio del 2005, con 52 morti e 700 feriti ha traumatizzato la società britannica, ma i i gruppi di difesa dei diritti umani restano vigili sul rispetto delle libertà civili. Le prime reazioni alle proposte Reid sono tiepide.