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Quarantesimo anniversario della Guerra dei 6 giorni

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Quarantesimo anniversario della Guerra dei 6 giorni

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Per i palestinesi è il “Giorno della caduta”. Ogni anno, l’anniversario della Guerra dei 6 giorni è ricordato nei territori come l’inizio della fine, ferita mai rimarginata. Il presidente dell’Autorità nazionale Mahmud Abbas ha detto che la creazione di uno stato indipendente cancellerebbe dalla memoria la disfatta del ’67, ma per ora ci sono questioni più urgenti da risolvere:

“La cosa di cui tutti noi ci preoccupiamo è il caos sul piano della sicurezza – ha detto Abbas – per essere più precisi, il fatto che ci troviamo sull’orlo di una guerra civile”.

Disorientati dalle lotte intestine i palestinesi quasi non credono più alla dottrina “due popoli due stati” che sembrava sul punto di realizzarsi alla metà degli anni ’90. L’idea è ancora viva fra i pacifisti israeliani che in occasione del quarantesimo anniversario della Guerra dei 6 giorni manifestano, in pochi, proprio per questo.

Neanche in Israele l’ora è al trionfalismo. Solo i coloni ultras festeggiano, come i 400 superblindati che tengono la posizione di Hebron, inneggiando, negli striscioni, alla Giudea e alla Samaria, ovvero la Cisgiordania, tutta per gli ebrei.