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La Russia testa un missile che colpisce a 6 mila chilometri di distanza

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La Russia testa un missile che colpisce a 6 mila chilometri di distanza

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Un test che è un segnale inequivocabile. La Russia ha lanciato un missile intercontinentale. Dalla base di Plesetsk, 800 chilometri a Nord di Mosca, verso la Kamchatka, a Nord del Giappone. Una distanza superiore a 6.000 chilometri.

L’annuncio cade come un monito del Cremlino, contrario alla creazione dello scudo anti missilistico degli Stati Uniti. Come Putin ha nuovamente sottolineato in occasione dell’incontro con il Primo ministro portoghese Josè Socrates.

“Ho fatto presente” ha detto Putin “la nostra inquietudine circa le relazioni con alcuni colleghi dell’Ovest. Che non intendono ratificare l’accordo di non proliferazione delle armi in Europa. Per non dire della nostra contrarietà al progetto americano”.

Il progetto di scudo spaziale statunitense che prevede basi d’appoggio in Repubblica Ceca e in Polonia, è considerato dall’amministrazione Bush strategico per la sicurezza non solo statunitense ma internazionale.

Visione agli antipodi rispetto a quella di Mosca che insiste sulla pericolosità del progetto considerato una “minaccia”. Proprio oggi Putin ha sottolineato che la realizzazione del sistema di difesa che Washington ha in cantiere trasformerebbe l’Europa in una “polveriera”.