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Libano, nel campo profughi restano solo i miliziani. Tiene la tregua ma si teme la ripresa degli scontri

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Libano, nel campo profughi restano solo i miliziani. Tiene la tregua ma si teme la ripresa degli scontri

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Tiene la tregua tra esercito libanese e miliziani di Fatah al-Islam, e così migliaia di rifugiati fuggono dal campo di Nahr al-Bared. Il timore è che dopo gli scontri più gravi dalla fine della guerra civile, scontri che hanno causato almeno 68 morti, la violenza possa di nuovo tornare.

Dopo tre giorni sotto le bombe, i profughi sono esasperati. I tiri dell’artiglieria libanese non hanno piegato i miliziani, ma hanno invece colpito civili, distruggendo case e automobili. Per i quasi quarantamila rifugiati del campo vicino alla città di Tripoli, la destinazione possibile è ormai solo un altro dei dodici campi presenti nel paese.

All’interno di Nahr al-Bared ora non resta che distruzione. Case in rovina, automobili distrutte, e ovunque il segno della battaglia. Per le vie solo i miliziani di Fatah al-Islam, gruppo che si ritiene vicino ad al-Qaida e che la Lega araba ha formalmente iscritto nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Intervistato da una tv araba, un portavoce del movimento ha minacciato la ripresa dei combattimenti: “Abbiamo armi per resistere nove mesi e possiamo agire in tutto il Libano”.