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La Turchia teme la presidenza di Sarkozy

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La Turchia teme la presidenza di Sarkozy

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L’arrivo all’Eliseo di Nicolas Sarkozy era stato salutato freddamente in Turchia. Prima dellle elezioni il neo capo dello stato francese aveva minacciato piú volte di interrompere i negoziati tra Ankara e l’Unione europea. Secca allora la reazione del premier turco Recep Tayyip Erdogan: “Speriamo di non sentire piú nelle relazioni bilaterali le stesse dichiarazioni fatte dal signor Nicolas Sarkozy durante la campagna elettorale”

Il presidente della repubblica francese preferirebbe piuttosto un partenariato privilegiato con la Turchia, perché, dice, è un paese piú asiatico che europeo. Si tratta solo di un pretesto, per i diplomatici turchi come Egemen Bag, consigliere del primo ministro per gli affari esteri:

“Che io sappia, l’Unione euopea non è un club cristiano. Se cosi fosse, dovrebbero dircelo. Ma secondo quanto ci hanno detto, è un’associazione, un’unione di valori. E i valori sono democrazia, diritti umani, libertà di espressione e di pensiero. Questi sono valori per cui ci siamo battuti durante gli anni della guerra fredda, come membro della Nato”.

Parole che evidenziano una certa tensione nei rapporti tra la Francia e la Turchia. L’anno scorso centinaia di turchi hanno manifestato davanti all’ambasciata francese ad Ankara, dopo l’approvazione di una legge in Francia che impone delle sanzioni a chi nega il genocidio armeno, genocidio che la Turchia continua a non riconoscere.

La questione armena, dicono i turchi, non rientra nelle condizioni poste dall’Unione europea per l’adesione. Avviati nel 2005, i negoziati sono al momento sono sospesi per una controversia su Cipro. La Francia potrebbe opporsi alla ripresa delle trattative già da giugno, ma si trova in posizione isolata. Gran Bretagna, Spagna e Italia sostengono la candidatura turca.