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Belgrado, oggi la sentenza sull'omicidio del premier Zoran Djindjic, ucciso quattro anni fa

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Belgrado, oggi la sentenza sull'omicidio del premier Zoran Djindjic, ucciso quattro anni fa

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E’ atteso oggi a Belgrado il verdetto per l’assassinio di Zoran Djindjic, il primo ministro serbo riformatore, ucciso il 12 marzo 2003 nel cortile della sede del governo. Dopo la caduta di Milosevic nel 2000, Djindjic aveva guidato il primo esecutivo democratico serbo dall’epoca della seconda guerra mondiale.

Quello che è considerato il processo del secolo in Serbia riguarda 13 persone tra cui colui che è ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio, Zvezda Jovanovic, appartenente – come la maggioranza degli altri imputati – ai Berretti Rossi, una ex unità della polizia segreta.

Il principale accusato è Milorad Ulemek, ritenuto il cervello dell’attentato. Per loro è stata richiesta la pena massima prevista, 40 anni di reclusione. Entrambi si sono proclamati innocenti.

Ulemek, ex combattente della guerra in Bosnia e in Kosovo, è già stato condannato per l’uccisione dell’ex presidente Ivan Stambolic avvenuta nel 2000 e ordinata da Milosevic. I motivi dell’assassinio di Djindjic, politico modernizzatore ed europeista, non sono ancora stati chiariti. Secondo la pubblica accusa, l’obiettivo era riportare al potere i nazionalisti e impedire l’estradizione di criminali al tribunale penale internazionale dell’Aia.

Mentre per i familiari, l’atto di accusa non ha trovato il vero motivo e tra gli accusati mancano i mandanti dell’omicidio.