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Tregua in Libano, arrivano gli aiuti umanitari

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Tregua in Libano, arrivano gli aiuti umanitari

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Possono tirare il fiato un momento, i 40 mila palestinesi di Nahr al-Bared, il campo profughi nel nord del Libano dove si stanno scontrando da tre giorni miliziani vicini ad al-Qaida ed esercito di Beirut.

La tregua iniziata in queste ore ha permesso di avere un quadro della situazione all’interno del campo. Molti civili ne hanno approfittato per fuggire. Chi resta lamenta la mancanza di latte, acqua e pane, soprattutto per i bambini. Nelle strade testimoni hanno visto feriti giacere in una pozza di sangue.

I residenti, che in generale non appoggiano i miliziani di Fatah al-Islam, accusano le autorità libanesi di massacrare innocenti solo per dare la caccia a qualche decina di individui. Il campo si trova alla periferia di Tripoli, dove oggi un militante del gruppo islamico si è fatto saltare in aria quando l’edificio in cui si trovava è stato circondato dalle forze di sicurezza.

La fragile tregua ha permesso alle ambulanze della Croce e della Mezzaluna Rossa e ai camion dell’Onu, che attendevano da ore, di poter entrare all’interno del campo e portare cibo, acqua, carburante, gruppi elettrogeni e medicinali. L’arrivo degli aiuti è stato accolto da lanci di pietre da parte della popolazione esasperata dal ritardo. Il convoglio è anche stato preso di mira da colpi d’arma da fuoco di origine ignota.

Una fonte militare libanese ha fatto sapere che nel frattempo l’esercito ha installato nuove postazioni avvicinandosi al campo profughi.