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Sarkozy-Brown, due nuovi leader che potrebbero cambiare la politica europea

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Sarkozy-Brown, due nuovi leader che potrebbero cambiare la politica europea

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“Credo sinceramente nella costruzione europea e che questa sera la Francia sia di ritorno in Europa” Già dalla sera stessa della sua elezione, Nicolas Sarkozy ha voluto intervenire attivamente nel dibattito della costituzione. Dieci giorni dopo, il presidente della repubblica francese volava a Berlino per tendere la mano al cancelliere tedesco Angela Merkel, presidente di turno dell’Unione. Un atteggiamento che fa ben sperare secondo Daniel Gros, esperto del Centro di studi europei di Bruxelles: “E’ probabile che ci saranno dei movimenti sul fronte costituzionale perché Sarkozy vuole un successo e il modo piú facile di ottenere un successo a livello europeo è di dare alla Germania qualcosa, qualcosa significa un mini- trattato, un trattato che possa essere accettato anche da Gordon Brown”

L’altra incognita è proprio legata al ministro delle finanze britannico che a giugno dovrebbe diventare premier. Tony Blair ha assicurato che non cambierà nulla nella politica europea del governo, ma Brown è noto per le sue posizioni piú euroscettiche. Il deputato europeo Jacques Toubon, appartenente allo stesso partito conservatore di Sarkozy ostenta ottimismo: “Secondo quanto dicono i giornali, partiamo in linea apparente da posizioni molto diverse, sono convinto che abbiamo a che vedere con politici uomini e donne che hanno la capacità di trovare un accordo, spero piú velocemente dei loro predecessori”

Un ottimismo condiviso dall’eurodeputato laburista britannico Richard Corbett: “Brown e Sarkozy potrebbero fare progressi insieme, vedremo, ma il punto cruciale in Europa é di essere capaci di lavorare insieme anche se si hanno prospettive diverse e diversi punti di vista. E’ stato difficile con Chirac perché le sue opinioni cambiavano radicalmente da un anno all’altro su svariati temi. Potrebbe essere piú facile con Sarkozy”

Jacques Chirac e Tony Blair, una coppia che appartiene ormai al passato. Ai loro eredi spetterà archiviare il tradizionale antagonismo franco- britannico non solo sulle questioni istituzionali ma anche sul finanziamento dell’Unione. Bisognerà rinegoziare presto il bilancio europeo.