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Beirut, una seconda bomba in due giorni fa temere per l'estensione dei combattimenti

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Beirut, una seconda bomba in due giorni fa temere per l'estensione dei combattimenti

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Il nuovo attentato a Beirut fa temere un’estensione della violenza in Libano, che sta vivendo nel nord i combattimenti più gravi dalla fine della guerra civile nel 1990. Una bomba è scoppiata nella zona musulmana della capitale, il quartiere di Verdun.
Una decina di chilogrammi di tritolo, nascosti sotto un’auto, sono esplosi di fronte a un palazzo. Dieci i feriti, ma nessun morto.

Due erano state le vittime dell’attentato più potente, avvenuto domenica sera e che ha devastato un centro commerciale nel quartiere cristiano di Ashrafieh.

Il governo libanese ha chiamato all’unità nazionale. Il ministro dell’informazione, Gazi al-Aridi, ha detto: “Condanniamo quanto accaduto, chiediamo al popolo libanese di rimanere unito”.

Gli attentati sono avvenuti mentre sono in corso da due giorni alla periferia di Tripoli, nel nord del Paese, combattimenti tra l’esercito libanese e il gruppo integralista di Fatah al-Islam. Sul campo profughi palestinese di Nahr al-Bared, al tramonto, si sono levate dense colonne di fumo nero con cui i miliziani hanno cercato di ostacolare i colpi dei militari.

Il bilancio è di una trentina di morti, che si sommano agli almeno 38 morti di domenica.