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Un fondo privato rileverà EMI per 4,5 miliardi di euro

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Un fondo privato rileverà EMI per 4,5 miliardi di euro

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EMI accetta l’offerta di Terra Firma, un’agenzia di private equities. È un’offerta da 265 pence per azione, per un valore totale di 3,2 miliardi di sterline, ben oltre i quattro miliardi e mezzo di euro, debito incluso. Ma è una cifra nettamente inferiore a quella offerta appena pochi mesi dalla concorrente Time Warner, offerta che fu respinta al mittente anche in considerazione di eventuali problemi di concentrazione.

Questa è la situazione ad oggi nel mercato discografico: con Vivendi Universal che, con più di un quarto del mercato, fa la parte del leone, mentre il resto è diviso tra Sony, Emi, Warner e BMG, tutte con quote comprese tra il 10% e il 15%. I piccoli, tutti insieme, hanno poco più di un quinto del mercato.

È un settore molto ricco, che ha però perso parte del dinamismo. A causa, anche, della pirateria. Emi, in occasione dell’ultima pubblicazione dei dati societari, lamentava un forte calo dei profitti. Ora, più ancora che sulle nuove produzioni, molto si gioca sui diritti d’autore. Ed Emi ne controlla alcuni che sono particolarmente importanti: per esempio, i Beatles.