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Libano: fine della tregua. Impedito alla Croce Rossa di entrare nel campo-profughi

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Libano: fine della tregua. Impedito alla Croce Rossa di entrare nel campo-profughi

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E’ durata solo un’ora, la tregua davanti al campo profughi di Nahr al-Bared, dove da ieri stanno combattendo l’esercito libanese e i miliziani di Fatah al-Islam, vicini ad al-Qaida. Nonostante il cessate-il-fuoco le ambulanze della Croce Rossa non sono potute entrare nel campo per consegnare aiuti e ritirare vittime e feriti, come era stato previsto.

L’esercito continua a bombardare senza tregua il campo, in cui si trovano almeno 40.000 palestinesi. Secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese, nella sola giornata di oggi si contano trenta morti e novanta feriti.

Oltre che attorno a Tripoli, la città portuale del nord del paese, la tensione è cresciuta anche nella capitale, dove un attentato esplosivo ieri ha causato due vittime. Il timore tuttavia è che il confronto armato si espanda anche negli altri undici profughi. In quello di Bedawi dal mattino sono state inscenate proteste verbali e incendiati pneumatici.

Ma la crisi ha anche dei risvolti politici. Il governo di Beirut accusa la Siria: dietro i miliziani ci sarebbe Damasco, interessata a destabilizzare il Libano.

E mentre si celebrano i funerali dei primi due soldati uccisi negli scontri, tutti si chiedono se questa impennata di violenza non sia solo un preludio che apra la strada ad una fase ancora più drammatica.