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Libano: scontri in tutto il paese. Rifugiati palestinesi affrontano l'esercito

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Libano: scontri in tutto il paese. Rifugiati palestinesi affrontano l'esercito

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L’esercito libanese da una parte, i militanti palestinesi di Fatah al Islam dall’altra. Lo scontro, scoppiato all’alba all’esterno del campo per rifugiati palestinesi di Nahr al Bared, nel nord del Libano, rischia di degenerare. Il bilancio di una giornata di violenze è già pesante: i morti sono una ventina, tra soldati libanesi, militanti estremisti e popolazione civile.

Tutto ha avuto inizio questa mattina alla periferia di Tripoli, nel nord del Libano, dove sorge il campo per rifugiati palestinesi di Nahr al Bared. Lo scontro tra gli attivisti di Fatah al Islam, gruppo palestinese legato ad Al Qaida e l’esercito di Beirut ha provocato le prime vittime.

Per ritorsione gli estremisti palestinesi hanno attaccato a sud di Tripoli un convoglio dell’esercito libanese. Altri morti.

Per Michel Faraon, ministro libanese per i rapporti con il parlamento, questi episodi non sono casuali. Sotto c‘è una strategia. Per molti orchestrata da Damasco. “Questi attacchi mirano a destabilizzare il paese in un momento in cui stanno per essere prese importanti decisioni”.

Il riferimento è alla risoluzione che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si appresta a votare per istituire un Tribunale speciale che giudichi gli assassini dell’ex primo ministro Rafic Hariri.

Mentre l’esercito libanese procede, su tutto il territorio, a numerosi arresti, la Siria ha deciso di chiudere le proprie frontiere per ragioni di sicurezza.