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Multe e dati deludenti: la fase difficile di British Airways

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Multe e dati deludenti: la fase difficile di British Airways

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Dati non positivi, e come se non bastasse c‘è anche uno scandalo di mezzo: non è un bel periodo per British Airways, terza compagnia aerea d’Europa. I profitti del gruppo sono in calo del 13% rispetto all’anno scorso, ma sulla reazione della Borsa – titolo in forte calo – pesa anche l’accantonamento di oltre mezzo miliardo di euro in previsione di una mega-multa da parte delle autorità britanniche e americane.

In effetti, l’azienda ormai ammette che alcuni manager, che si sono dimessi in seguito, hanno tentato di organizzare un cartello, e l’amministzratore delegato Willie Walsh si scusa, ma nega che i prezzi dei biglietti abbiano subito le conseguenze di accordi di cartello, che avrebbero giocato sul supplemento carburante.

Con trentasei milioni di passeggeri trasportati nel 2006, British Airways è al terzo posto in Europa, dietro ad Air France-Klm e Lufthansa. È al quarto posto Iberia, della quale British Airways detiene il 10%. Tra l’altro l’operatore britannico non smentisce le voci che lo danno in procinto di organizzare un consorzio per lanciare un’OPA su Iberia.

Malcolm Cole, di Which, una rivista per consumatori, commenta le accuse sull’accordo di cartello: “il supplemento carburante – dice – è una parte fondamentale di quello che fanno le compagnie aeree”. La denuncia, in base alla quale British Airways avrebbe tentato di convincere i concorrenti nel Regno Unito e negli States a mettersi d’accordo per aumentare i prezzi dei biglietti basandosi sul supplemento carburanti, è venuta dalla concorrente Virgin.