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Il premier romeno Tariceanu dichiara a EuroNews: "La crisi politica non colpisce il governo"

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Il premier romeno Tariceanu dichiara a EuroNews: "La crisi politica non colpisce il governo"

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Cinque mesi dopo l’ingresso della Romania nell’Unione Europea, il Paese attraversa una fase particolarmente travagliata. Una profonda crisi politica tocca i vertici dello Stato e lo scontro fra il premier Calin Popescu-Tariceanu e il presidente Traian Basescu è all’apice. E’ solo un periodo di transizione o un momento cardine per la democrazia romena? Il capo del governo risponde alle domande di EuroNews.

EuroNews: Signor Tariceanu, cosa sta succedendo attualmente in Romania?

Tariceanu: Dopo l’adesione all’Unione Europea, sarebbe stato utile concentrare gli sforzi su un’integrazione rapida, di successo. Ho cercato molte volte, con appelli pubblici, di convincere i politici coinvolti (da una parte il Presidente, dall’altra i partiti) a lasciar perdere questa disputa, nell’interesse della Romania. Sfortunatamente non ci sono riuscito. A causa della conflittualità che caratterizza il comportamento del presidente sulla scena politica. Il suo modo di essere ha portato a un risultato difficilmente eguagliabile. E’ riuscito a entrare in conflitto col parlamento, col Consiglio superiore della magistratura, piu’ volte col governo… tutte queste cose accumulate hanno determinato in fin dei conti la reazione del parlamento, che lo ha sospeso.

EuroNews: Qual è la posta in gioco di queste numerose… guerre?

Tariceanu: E’ una domanda che dovreste fare a Traian Basescu. Ha avuto l’occasione, in questi due anni, di portare a compimento il profilo politico che lo caratterizzava e che lasciava già intravedere – ma in misura molto minore – un personaggio con una natura conflittuale. Con un passato politico come il suo – membro del partito comunista prima del ’90, socialdemocratico dopo il ’90, membro (con la formazione politica che ha diretto) del gruppo dei popolari nel Parlamento europeo… è passato attraverso tutte le fasi, ma alla fine non ha fatto altro che diventare un uomo politico con l’immagine del demagogo, populista, antieuropeo, del tipo che vediamo oggi nei paesi della ex Unione Sovietica.

EuroNews: Antieuropeo? E’ un’accusa grave.

Tariceanu: Sfortunatamente, ha un’immagine che non vediamo da nessuna parte in Europa, nell’Unione Europea. L’Unione Europea si fonda su istituzioni potenti e non su persone che tengono discorsi demagogici e populisti.

EuroNews: Ma la tesi del presidente, scusi se la interrompo, è proprio “faccio quello che faccio perché le istituzioni della Romania siano potenti, perché la giustizia sia indipendente.”

Tariceanu: Non sono queste le prerogative del Presidente. Ecco il discorso populista e demagogico di cui parlavo. La Romania ha aderito all’Unione Europea perché è riuscita a costruire istituzioni che sono state capaci di rispettare gli impegni assunti e di raggiungere gli standard e i criteri di adesione all’Unione Europea. La lotta contro la corruzione non è il compito di una sola persona, che sia il presidente o qualcun altro. La lotta alla corruzione è fatta dalla giustizia.

EuroNews: Si’, a proposito, perché Lei ha tolto il ministero della giustizia a Monica Macovei, che Bruxelles considera l’artefice della maggior parte delle riforme compiute nel campo della lotta alla corruzione?

Tariceanu: La Signora Monica Macovei apparteneva al Partito Democratico, che non fa piu’ parte del governo, in seguito al rimpasto che ho compiuto. Non è stato un provvedimento rivolto a lei singolarmente. In secondo luogo, consideri che il successo nella lotta alla corruzione non dipende da Monica Macovei. Deve tener conto del fatto che Monica Macovei faceva parte di un governo che l’ha sostenuta perché potesse promuovere certe leggi e queste leggi hanno avuto il sostegno di tutto il governo.

EuroNews: Che conseguenze avrà questa crisi sugli impegni presi dalla Romania con l’ingresso nell’Unione Europea?

Tariceanu: Il governo non è stato assolutamente colpito dalla crisi. Abbiamo potuto rispettare gli impegni presi e l’esempio piu’ significativo è l’adozione da parte del Parlamento della legge per l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’integrità. Era uno dei 4 obiettivi stabiliti alla fine dell’anno scorso con la Commissione europea per quanto riguarda il capitolo giustizia e affari interni. Neanche sul piano economico ci sono state conseguenze. Gli investitori stranieri continuano ad avere fiducia nella Romania, e questo dimostra che un conflitto politico simile non puo’ piu’ creare l’immagine di destabilizzazione che la Romania avrebbe avuto 10 anni fa, se avesse attraversato un periodo simile.

EuroNews: Immaginiamo di essere all’indomani del referendum, il 20 maggio, e che i romeni abbiano annullato la sospensione del Presidente, che quindi riprende le sue funzioni. Lei cosa fa? Sarà possibile una coabitazione col presidente Traian Basescu?

Tariceanu: Il governo e il premier hanno una serie di rapporti con la presidenza, rapporti che intendo rispettare come ho fatto sin dall’inizio del mio mandato.

EuroNews: Che cosa Le sembra assolutamente necessario perché la Romania esca dall’attuale stallo politico?

Tariceanu: Non sono molto ottimista sul futuro se il presidente tornerà in carica. Perché? Perché ha una scarsa capacità di trarre lezioni dal passato. Ed è probabile che manterrà lo stesso comportamento. Credo che in questa situazione, dopo il 20 maggio, molte istituzioni, molti leader politici dovranno ignorare il Presidente.

EuroNews: Pero’ c‘è una categoria che non avete citato e che non lo ignora: gli elettori. I sondaggi danno Traian Basescu per favorito.

Tariceanu: Lo vedremo dopo il 19 maggio.

EuroNews: La ringrazio.

Tariceanu: E’ stato un piacere.