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Tony Blair, il 27 giugno l'addio a Downing Street

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Tony Blair, il 27 giugno l'addio a Downing Street

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E’ ufficiale. Tony Blair lascerà la guida del partito laburista, e dunque la residenza di Downing Street, il prossimo 27 giugno, poco più di dieci anni dopo essere stato eletto primo ministro della Gran Bretagna. Da Trimdon, nel nord est dell’Inghilterra dove nel ’94 iniziò la sua rincorsa alla leadership del partito, Blair ha tracciato un bilancio dei suoi tre mandati.

“Qualcuno può pensare che io abbia fatto errori di valutazione. Ma dovete credermi: ho fatto quello che ho ritenuto giusto per il nostro paese. Quando sono stato eletto nutrivo grandi aspettative per il futuro della Gran Bretagna e ora che me ne vado ho aspettative ancora maggiori. Il nostro è un paese che può sentirsi elettrizzato dalle opportunità e non deve avere paura dei pericoli. La gente mi dice che faccio un lavoro difficile. Non sono d’accordo. Difficile è la vita dei giovani disabili e delle loro famiglie che mi hanno reso visita in parlamento”.

E’ un Tony Blair commosso quello che annuncia il suo ritiro, un politico che rivendica i successi, come la formazione di un governo autonomo in Irlanda del Nord, ma anche le scelte più impopolari, come quella di affiancare gli Stati Uniti nella guerra in Iraq.

Per il partito laburista, quelle che verranno saranno settimane intense, nelle quali si consumerà la sfida per il potere tra i potenziali successori. Favorito è il ministro delle finanze Gordon Brown.