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Politica monetaria, la Banca d'Inghilterra alza i tassi di interesse al 5,5%, la Bce non si muove

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Politica monetaria, la Banca d'Inghilterra alza i tassi di interesse al 5,5%, la Bce non si muove

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La Banca d’Inghilterra ha alzato di un quarto di punto i tassi di interesse portandoli al 5,50%, il livello più alto in 6 anni.
La decisione mira a frenare l’inflazione, risultata in forte aumento negli ultimi due trimestri, soprattutto per la corsa del settore immobiliare e la spesa dei consumatori. Con il 5,5%, la Gran Bretagna è il paese del G7 con il più alto costo del denaro. Il Giappone è il fanalino di coda con lo 0,50%. Tassi fermi al 3,75%, invece, nella zona euro e al 5,25% negli Stati Uniti.

La Bank of England ha ribadito che i rischi d’inflazione restano tesi a medio termine al rialzo. La Federal Reserve e la Banca Centrale Europea hanno lasciato il costo del denaro invariato, come era nelle attese degli analisti.

Da Dublino, il presidente della Bce Jean Claude Trichet ha fatto capire che intende agire sui tassi di interesse dopo giugno: “Nella riunione di oggi abbiamo deciso di lasciare i tassi invariati. Ma è necessaria una forte vigilanza per assicurare che non si presentino rischi per la stabilità dei prezzi nel medio e lungo periodo”.

Lo scenario nella seconda metà dell’anno resta aperto: la maggior parte degli analisti – dopo il prevedibile 4% a giugno – ritiene non scontati ulteriori ritocchi, mentre una minoranza si attende un 4,25% entro fine anno. Per Eurolandia le prospettive economiche non fanno che migliorare: la Commissione ha appena rivisto in positivo le sue previsioni, stimando una crescita del 2,6% per il Pil nel 2007.