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Gran Bretagna, la fine di un'epoca. Il premier Blair si dimette dopo dieci anni al potere

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Gran Bretagna, la fine di un'epoca. Il premier Blair si dimette dopo dieci anni al potere

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Dopo dieci anni al potere, il primo ministro britannico Tony Blair, annuncia oggi la sua uscita di scena, che dovrebbe divenire effettiva ai primi di luglio, dopo la designazione del suo successore alla testa del partito laburista. Nonostante l’esplicito impegno a restare “pienamente impegnato” nel ruolo di capo del governo fino al cambio di consegne, la annunciata decisione di Blair è stata attaccata in parlamento dal leader conservatore Cameron, che ha parlato di “un governo di morti viventi”.

Confermando le scadenze il premier ha negato che per l’esecutivo le prossime saranno “sette settimane di paralisi”, come paventa invece l’opposizione.

A cinquantaquattro anni, Tony Blair chiude così una carriera politica di primissimo livello. Arrivato a Downing Street dopo il periodo tatcheriano, lui, laburista, sui temi economici ha subito spostato più a destra il baricentro dell’azione politica.

Fedele agli Stati Uniti ben oltre la soglia dell’impopolarità, Blair segue Bush in tutte le guerre, compresa quella in Iraq. L’ostentata adesione alla politica estera statunitense finisce per costargli un netto calo di consensi tra la popolazione, e apre la strada al crollo elettorale laburista delle scorse elezioni amministrative.

Ma il decennio blairiano verrà ricordato anche per il suo ultimo atto, l’avvio di istituzioni unitarie con protestanti e cattolici in Irlanda del Nord. Un miracolo a cui, fino a ieri, pochi credevano.