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Francia: Bayrou lancia il Movimento Democratico in vista delle legislative

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Francia: Bayrou lancia il Movimento Democratico in vista delle legislative

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La sorpresa delle presidenziali, la scommessa delle legislative. François Bayrou ci riprova. Il leader dell’UDF, l’Unione per la Democrazia francese punta tutto sulle prossime consultazioni in programma il 10 e il 17 giugno. E quando all’appuntamento manca poco più di un mese, Bayrou chiede al partito di voltare pagina, ma, soprattutto, di guardare avanti. Ed ecco che l’Udf diventa Movimento Democratico. “Voi non avete che la scelta di cedere o resistere e la mia profonda convinzione è che sia più facile cedere, ma questo non avrebbe futuro. Ed è più giusto, più leale, più promettente, più importante resistere e mostrare anche di che pasta siamo fatti”.

E per Bayrou il futuro si chiama, appunto, Movimento Democratico, il nuovo soggetto politico approvato dal Consiglio nazionale dell’Udf riunito a Parigi. La scommessa è confermare il 18 per cento delle preferenze conquistate al primo turno delle presidenziali. Risultato che gli fece guadagnare il titolo di “terzo uomo”, con i suoi quasi sette milioni di voti poi contesi da Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal.

“L’UDF, creazione di Giscard D’Estaing, ha vissuto trasformazioni diverse e varie – dice un membro del partito. Può darsi che sia tempo che il movimento diventi dinamico, è una cosa che è nell’aria, perciò andiamo”.

E se il cambiamento è nell’aria, per Bayrou nell’aria c‘è anche la volontà di sfidare il passato, dopo essere riuscito a infilarsi nella lotta tra destra e sinistra. “Lo spirito dell’unione e della riconciliazione è la mia concezione della funzione del capo dello Stato”, ha detto Bayrou.

Centrista pro-europeo da sempre, il leader dell’Udf aveva dichiarato che non avrebbe votato Sarkozy al ballottaggio, mentre quasi la totalità dei 29 deputati del suo partito aveva sostenuto il candidato della destra.

Ora, la svolta di Bayrou dovrà mettere in conto anche una probabile scissione dell’Udf. Buona parte dei deputati uscenti ha infatti mostrato il proprio dissenso. Alcuni di loro sono già passati all’Ump, mentre altri preannunciano una rottura e, forse, una battaglia legale per il simbolo.